Nella primavera 2012 gli amici di Impact Hub Trentino mi hanno proposto di creare un format dedicato alla musica. Nell’arco di un quarto d’ora è nata l‘idea: potevo semplicemente replicare in pubblico ciò che faccio con i miei amici a casa mia, cioè raccontare delle storie di musica e fare girare dei dischi per spiegarmi meglio. I Salotti Urbani sono partiti nell’estate di quell’anno e ad ogni edizione abbiamo proposto quattro appuntamenti in strada, per nove anni a Rovereto, per altri due a Trento e negli ultimi anni divisi a metà tra Rovereto e il capoluogo. In un angolo del centro storico, allestito come un salotto casalingo, un giradischi e un cd player collegati ad amplificatori e casse, e vicino una borsa di dischi da raccontare ed ascoltare insieme, in maniera informale. A volte abbiamo preso in esame un singolo artista (in ordine sparso: David Bowie, Lou Reed, Iggy Pop, Ryuichi Sakamoto, Wayne Shorter, Prince, Nick Drake, Lucio Battisti, Serge Gainsbourg e molti altri), talvolta una particolare scena (il pre-punk, il post-punk, i Blitz kids e l’era New Romantic, il krautrock etc), o seguendo un tema astratto (ad esempio una carrellata di brani usciti tutti nello stesso anno, o uniti da un tema conduttore). In alcune occasioni abbiamo avuto anche ospiti pertinenti al tema della serata come Gianfranco Maraniello (storico dell’arte, ex direttore del MamBo di Bologna e del Mart di Rovereto, oggi direttore del Polo Museale del Moderno e Contemporaneo di Milano), il libraio Giorgio Gizzi o l’artista inglese Richard Crow (The Institution of Rot).
Il principio ispiratore dei Salotti Urbani è il ritorno a un ascolto attento e consapevole in un mondo che ci bombarda di suoni anonimi in un inarrestabile flusso di algoritmi. Conoscere la musica attraverso le esperienze di ascolto e le biografie dei musicisti è un approccio differenziato, uno spunto – anche critico – che può esaurirsi nella durata stessa dell’ascolto ma anche divenire invito all’approfondimento.
Quest’anno abbiamo in programma due appuntamenti a Rovereto, in due lunedì consecutivi all’Orto di San Marco in via Pasqui

Lunedì 1 luglio ore 18:30
George Harrison il Beatle “tranquillo”
Il terzo componente dei Beatles, in fatto di scrittura, era George Harrison. Più giovane di John, Paul e Ringo, entrato nella band a sedici anni, ha vissuto in ombra il primo periodo rivelandosi poi un autore di tutto rispetto (Something ne è un esempio) ma sempre più frustrato dallo strapotere della coppia Lennon-McCartney. Non è un caso che sia suo il primo disco solista di un Beatle (Wonderwall Music, 1968) e che dopo lo scioglimento farà uscire a proprio nome addirittura un triplo album (il leggendario All Things Must Pass). Tutt’altro che tranquillo come lo dipingeva la stampa, anzi inquieto e a tratti ossessivo, George ha maturato nel tempo uno stile personalissimo ed elegante, onesto e quasi confessionale, qualitativamente all’altezza delle altre due grandi penne con cui ha condiviso un decennio decisivo.

Lunedì 8 luglio ore 18:30
French touch: trent’anni di Air
Dal primo leggendario singolo (Modular Mix) agli ultimi lavori a quattro mani, Jean-Benoîte Dunckel e Nicolas Godin hanno scritto una storia a parte nella musica di ben tre decenni. Una ricetta sofisticata, che denota una certa ricerca nelle sperimentazioni e nelle soundtrack del passato ma anche un concreto sguardo al presente. Un percorso che passa necessariamente attraverso il capolavoro Moon Safari quanto il suo opposto, la “dark side” di The Virgin Suicides, tra suggestioni techno, Pink Floyd, Gainsbourg e Morricone.
I Salotti Urbani sono organizzati da Impact Hub Trentino, sostenuti dalla Provincia di Trento e realizzati in collaborazione con Velvet Music Experience e Orto San Marco.