La testina del nostro giradischi è un piccolo capolavoro di microingegneria, forse una delle più alte dimostrazioni dell’intelligenza umana perché malgrado l’estrema semplicità di base è riuscita a farci conoscere per decenni il piacere di ascoltare la musica con una qualità prima impensabile. Cercherò di semplificare il più possibile: la testina (o fonorivelatore) è un generatore elettromeccanico composto da un diamante, un cantilever e un sistema di magneti e bobine.
Il diamante, o la puntina (o stylus, o stilo), strettamente detta: di solito è un cristallo sintetico, un diamante artificiale, ma talvolta è derivata da cristalli naturali, come zaffiro e rubino, tagliati in maniera da aderire meglio possibie alle pareti del microsolco.
Esistono diversi tagli e forme del diamante, a seconda del pregio della testina (Line Contact, MicroLine, Shibata…). I diamanti più semplici sono a pianta sferica (cioè sono conici), i più elaborati hanno una sezione ellittica o iperellittica (la pianta allungata si avvicina più a una lama che a una punta) e sono migliori perché maggiore è la superficie di contatto tra diamante e microsolco, maggiore è la quantità di informazioni captata dalla vostra testina. Inoltre migliore è il taglio del diamante minore è l’usura del disco, che non dimentichiamolo, è un oggetto delicato e deperibile e va trattato bene se volete che duri a lungo.
Le testine moving magnet (MM)
Il diamante è innestato o incollato su un’astina di alluminio (ma talvolta vengono utilizzati anche altri metalli leggeri come il boro) detta cantilever. Questa astina ha all’altra estremità un magnete posto tra due bobine all’interno del corpo testina (il “guscio” del fonorivelatore). Questo magnete, quando la testina è ferma, si trova in posizione neutra, di riposo, ma appena il diamante scorrendo nel solco del disco inizia a vibrare, quelle vibrazioni, opportunamente amplificate, ricreano il suono della registrazione sonora, facendoci rivivere la musica.
Si parla in questo caso di testine MM (moving magnet, magnete mobile), di gran lunga le più comuni sul mercato. Tra le MM più celebri e comuni, le Shure M44 (molto usate dai dj negli anni 80 e 90) e V15 (scelta da molti intenditori e audiofili) e le Stanton. Sono caratterizzate da alta cedevolezza (cioè una maggior flessibilità del cantilever) e richiedono bracci a bassa massa per esprimersi al meglio. La buona notizia per chi è poco pratico di audio analogico è che i bracci a bassa massa sono la stragrande maggioranza, e una testina MM si adatta quasi sicuramente al vostro giradischi.
Le testine moving coil (MC)
Esistono però testine che utilizzano una tecnologia inversa, cioè hanno all’estremità una bobina anziché un magnete, che è posto tra due magneti all’interno del corpo testina. Hanno bassa cedevolezza (ovvero flettono meno perché il cantilever è più rigido), richiedono pertanto di essere pilotate da un braccio ad alta massa, ed hanno una bassa uscita. Sono le testine MC (moving coil, cioè a bobina mobile), che occupano il segmento più alto del mercato. Sono molto più raffinate delle MM, ma anche più costose, ed abbisognano di un sistema di preamplificazione più potente, perché il segnale che producono è sensibilmente più basso. Sono oggetti delicati e adatti a un utente molto esperto. Per adottarle serve un pre-phono dedicato o – in alternativa – uno step-up, cioè un moltiplicatore di impedenza per sfruttarne appieno le caratteristiche con un tradizionale ingresso phono MM.
Abbinamento braccio-testina
Esistono delle tabelle per abbinare correttamente braccio e testina, mai i calcoli non sono facili, sono davvero pochi i costruttori che pubblicano la massa dei propri bracci. Ad essere pedanti, bisognerebbe smontarli e pesarne le componenti con bilance di precisione, e poi rimontarli perfettamente per poter abbinare la miglior testina possibile. Dunque spesso la ricerca della soluzione migliore passa attraverso tentativi, fallimenti e nuovi tentativi, per quanto in questi anni la diffusione di forum specifici online abbia reso questo lavoro più facile. Chi conosce abbastanza la propria attrezzatura (servono tutte le misure, anche il peso delle vitine con cui collegate la testina al braccio) può scaricare questo pratico calcolatore di TNT Audio, un forum guidato da esperti dell’audio: https://www.tnt-audio.com/sorgenti/arm_cartridge_resonance_calculator.html
Quanto si spende
I costi ovviamente salgono in conseguenza della qualità. Per orientarsi, mentre si trovano testine MM economiche di discreta qualità già dai 70-80 euro in su, per una MC entry level (cioè il prodotto più economico con quelle caratteristiche tecniche, un buon esempio può essere la Denon DL103, creata agli inizi degli anni 60 in Giappone per le emittenti radiofoniche ed è tutt’ora in produzione) bisogna mettere in preventivo una cifra almeno sei o sette volte superiore, alla quale va aggiunto uno step-up o un pre-phono dedicato, macchine che costano almeno qualche centinaia di euro. Anche per queste banali ragioni economiche le MC non sono testine molto diffuse, tuttavia chi è passato dalle MM alle MC non è mai tornato indietro. Qualcosa vorrà pur dire.
Quando va cambiata la testina
Come facciamo a capire quando la testina (o quantomeno il diamante, nel caso delle più comuni MM) va sostituita? C’è chi usa come parametro le ore di normale utilizzo (circa 1000), ma non è una regola universale e ci sono testine più o meno soggette a usura. Comunque il principio ha un fondamento: con l’uso il diamante si consuma e così anche la sospensione elastica del cantilever, impedendo alla testina di lavorare al meglio e talvolta introducendo ronzii e altri disturbi.
Ricordate, la lunghezza del diamante è nell’ordine dei 10-20 micron, che sono millesimi di millimetro. Non tutti dispongono delle attrezzature per misurare scientificamente il peggioramento del segnale del vostro set analogico, ma potete affidarvi alle vostre orecchie. Fate caso agli estremi di banda (le frequenze più basse e quelle più alte) e all’eventuale presenza di distorsioni, ma anche ai dettagli della riproduzione della voce. Se per esempio le S diventano a un tratto sibilanti e distorte come mai prima, è molto probabile (a meno di un visibile grumo di polvere sullo stilo) che sia già iniziato un processo di decadimento sonoro della vostra testina.
Cambiare il diamante (stylus o stilo)
Nel caso di una MM, è spesso possibile sostituire solo lo stilo (ci sono tuttavia molti marchi e modelli fuori produzione da decenni, di cui non si trovano più i ricambi), ma la spesa che spesso rasenta quella per una testina nuova di zecca. In alcuni casi, come quello delle testine Shure, di cui l’azienda ha cessato la produzione nel 2018, dei ricambi all’altezza degli originali costano cifre che spesso superano (a volte di molto) i 100-120 euro. Con spese inferiori si possono comunque acquistare dei ricambi dignitosi, ma bisogna accontentarsi di ascoltare una testina al di sotto delle proprie possibilità. La precisione del taglio del diamante, decisiva per la correttezza della riproduzione musicale, si paga, ma vi farà sentire i vostri dischi molto meglio.
Riparare le MC
Per le MC invece sostituire lo stilo è possibile solo attraverso l’intervento di specialisti, attrezzati e con esperienza. Il loro è un lavoro assai vicino alla microchirurgia. Servono macchinari ad altissima precisione e il know how adatto per “trapiantare” cantilever e diamanti in oggetti così piccoli, dove i fili delle bobine sono spessi come capelli. Velvet è in contatto con uno dei migliori laboratori italiani specializzati in questo genere di interventi e vi può assistere qualora abbiate bisogno di sistemare una testina MC di alta qualità. La spesa in questi casi è molto conveniente rispetto all’acquisto di un’equivalente nuova.